UNESCO

IMPIANTI DI SCI FUORI DALL’UNESCO

Micheletti: «Ci sono forme diverse di turismo, in Alto Adige e in Friuli»

di Marcella Corrà

Dicono i favorevoli al collegamento sciistico tra San Vito e Pescul: guardate cosa fanno in Alto Adige, lì non si creano troppi problemi, dove ci sono da fare impianti di risalita, li fanno.  E’ proprio così? Ed è quello degli impianti l’unico modello di sviluppo turistico per le nostre montagne?  La partita di San Vito, sempre che proceda oltre il semplice studio di fattibilità attuale, si intreccia con il riconoscimento Unesco delle Dolomiti, che vedrà la sua prima verifica tra qualche mese. La costruzione degli impianti va a cozzare con il riconoscimento e se dovessero essere davvero realizzati anche per stralci, la zona interessata (ed è l’ipotesi più ottimistica) potrebbe essere stralciata dalle aree riconosciute come patrimonio dell’Umanità.  «Una delle possibili conseguenze – ipotizza Cesare Micheletti – è che l’area venga ridotta al solo Pelmo. Nella stessa zona, d’altra parte, in una fase iniziale della c

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TESTO INTERVISTA A CESARE MICHELETTI

Pubblicata sull'AMICO DEL POPOLO il 30 gennaio 2011, n°5, a firma di Luigi Guglielmi

La realizzazione di un nuovo collegamento sciistico tra San Vito di Cadore e Pescul pregiudicherebbe il riconoscimento del bene-Dolomiti come Patrimonio dell'umanità, dato che taglierebbe esattamente a metà l'area Unesco n. 1?

«Sicuramente lo pregiudicherebbe», risponde l'architetto trentino Cesare Micheletti, uno dei tre esperti che hanno realizzato il dossier per la c

E' un problema?

«Sì, se si pensa che abbiamo dovuto togliere, durante la verifica sul campo fatta nel settembre 2008, tutta la zona a nord del Passo Giau, con Dolomiti bellissime come la Gusella, l'Averau, il Nuvolau proprio perché non siamo riusciti a convincerli che la strada del Giau è poco frequentata. I nuovi impianti e le piste sarebbero visti come un elemento di frattura».

A rischio la sola area 1 «Pelmo - Croda da Lago» o tutto il bene Dolomiti Unesco?

«Non credo che si rischi la cancellazione di tutte le aree, ma certo l'area 1 potrebbe venire eliminata o ridotta al solo Pelmo, sempre che abbia un'ampiezza sufficiente. Però... è anche vero che

Ma il puzzle "starebbe su", anche senza una tessera?

«Be' diciamo che sarebbe un precedente un po' pericoloso per tutto il resto delle Dolomiti. Uno dei possibili rischi è che le Dolomiti finiscano nella "lista rossa" dei beni Unesco in considerazione del fatto che siamo ancora sotto osservazione. Di certo, se questi impianti ci fossero già stati, sicuramente tutta la parte a monte "saltava", com'è successo per le Cinque Torri».

E se la Fondazione Dolomiti Unesco dicesse di sì al progetto?

«La realtà delle Dolomiti è complessa e la filiera istituzionale parte dal Ministero dell'Ambiente ed arriva alle Province. In realtà, la Fondazione è espressione di Regioni, Province autonome, Province ordinarie e dubito che su un tema così delicato ci sia unanimità di vedute. Inoltre bisognerebbe vedere che cosa ne pensa il Ministro dell'Ambiente: è lui che deve

E' una cosa che va comunicata all'Onu, all'Unesco, vero?

«Certamente! Si avvalgono di consulenti scientifici molto attenti. Qu

www.viveredolomitiunesco.it

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