Sviluppi della situazione

di Emanuele Novo

Osservando gli sviluppi della situazione al momento attuale si colgono alcuni aspetti. Il primo è più evidente che si espone sempre l’amministrazione comunale Sanvitese e poco (o quasi nulla) quella di Selva, che pur aveva dato parere favorevole. Sempre leggendo quanto riportato dalla stampa, si nota come l’amministrazione di San Vito non si sforzi a proporre anche delle alternative a questa idea di progetto degli impianti. L’amministrazione, attraverso sindaco e assessore al turismo, ad eventuali critiche risponde che non ci sono proposte alternative. E a quanto pare non si sforzano a trovarle. Alternative realmente ce ne sono: bisogna creare un sistema complessivo che riporti allo sfruttamento produttivo del territorio e a un turismo consapevole e poco impattante. Un esempio di soluzione pratica lo avrei da proporre ma sto valutando alcuni aspetti normativi prima di sparare soluzioni non praticabili. Certamente è una soluzione che non porterebbe i guadagni sperati ai proprietari dei terreni e ai gestori degli impianti. Tale soluzione però potrebbe arrivare a dare lavoro stabilmente ad un centinaio di persone (ovvero circa il numero di persone coinvolte nella gestione stagionale degli impianti). Sempre l’amministrazione comunale di San Vito sta “pompando” questo progetto con tanto di cartelloni pubblicitari di dimensioni berlusc….faraoniche e non può certo dire che l’idea è stata proposta dalla Scoter impianti e che loro non c’entrano nulla. I gestori degli attuali impianti di San Vito hanno dichiarato che quest’anno c’è stato un incremento di presenze del 10% rispetto all’anno scorso ma si sono dimenticati di dire che è sempre un 5% in meno di due anni fa’. Inoltre questa sembra una mossa strategica per dimostrare che l’interesse sta crescendo e che quindi i nuovi impianti sono assolutamente indispensabili. Insomma sembra proprio che l’amministrazione attuale di San vito stia lavorando, oltre che sul progetto in sè, anche sul crearsi la domanda per avere il motivo plateale per giustificare gli impianti. Un’altra considerazione è che molti proprietari di seconde case (non sanvitesi), senza pochi scrupoli, sostengono pienamente il progetto perché ritengono che il valore della loro casa aumenterà. Premesso che se io avessi una seconda casa non mi preoccuperei del suo valore in quanto vorrei tenermela e usarmela senza darla a nessuno, è abbastanza evidente che tipo di gente porti a San Vito questo tipo di progetto se mai un giorno verrà realizzato: gente che guarda per prima cosa al proprio portafogli anziché al bene comune, ad una consapevolezza globale che ponga al centro l’umanità e l’ambiente. Nell’ultimo incontro durante il quale l’amministrazione comunale ha spiegato che ci sarebbero i terreni “sostitutivi” da dare alle regole, ci si è dimenticati di sottolineare che in realtà non c’è ancora una soluzione a questo problema ma che la forestale ha indicato l’iter procedurale per avanzare una richiesta del genere. Mi assale poi un dubbio, ovvero che gli attuali amministratori di San Vito, non siano realmente appassionati ai loro territori, all’attività fisica, all’alpinismo, al reale valore umano dello “star bene”. Non che un montanaro debba per forza essere un alpinista ma un maggiore coinvolgimento su questo tipo di attività sarebbe opportuno lo dimostrasse con anche maggiore rispetto verso le comunque numerose voci di dissenso. Io da Veneziano conosco molto bene la mia laguna e la giro in lungo e in largo a remi o a vela (con le piccole barche tradizionali, non con gli yacht) ed è parte integrante della mia vita questo aspetto. Non vedo perché questo tipo di legame “fisico” col proprio territorio non venga preso in considerazione, almeno apparentemente. Sembra quasi che l’amministrazione Sanvitese abbia come scopo quello di imitare gli aspetti peggiori di Cortina, anzi ne miri a copiare il target turistico abominevolmente snob e superficiale. Tutto questo dibattito, tutto questo portare avanti questo progetto da parte dell’amministrazione un po’ mi rattrista perché ho sempre ritenuto che San Vito fosse diverso e più ben pensante della vicina Cortina. Soprattutto pensavo che i montanari sanvitesi fossero meno legati al dio denaro di quelli Cortinesi, in realtà non è così: dove c’è la possibilità di avere grandi guadagni a discapito di molte persone l’uomo è sempre uguale dappertutto, purtroppo. E’ anche per questo che l’Italia è nella situazione nella quale ci troviamo ora.

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