Il turismo del futuro e gli impianti sciistici

di Osvaldo Palatini

Quale turismo promuovere? E’ la dom

Ma anche la montagna e’ sotto assedio: le minacce di una modifica delle norme di salvaguardia ambientale, che ha permesso lo scempio in pianura, vengono avanzate sull’impeto emotivo suscitato dall’illusoria promessa di un benessere garantito dal comprensorio. Messe poi da parte le Regole con qualche premio di consolazione, verrebbe preso di mira questo lembo di natura selvaggia rimasta miracolosamente intatta, alle spalle del Pelmo, raro luogo dove e’ possibile ancora incontrare il gallo forcello, la pernice bianca, l’aquila e la marmotta, ma anche, per chi cammini solingo e silenzioso fra quei boschi secolari, il leggendario gallo cedrone. Questo Eden di casa diventerà invece luna park per sciatori e vacanzieri. I fautori dello sviluppo hanno sempre accusato gli ambientalisti e chi semplicemente ama la natura, di voler tornare al “lume di c

Gli esperti di turismo dicono che bisogna pensare ad una attivita’ turistica studiata ed incentivata soprattutto diversific

Gli amministratori e gli operatori turistici insistono intanto, nel percorrere strade gia’ fatte, proponendo come attuali, progetti falliti da 30 anni a questa parte. Si ristudiano progetti, si pagano fior di consulenti che illuminati, ci raccontano quanto sia importante per il nostro turismo e per l’ economia ecc. ecc. E’ la narrazione di un miraggio. In Cadore una monocoltura, quella dell’occhiale, ha portato benessere finche’ non e’ stata investita dalla globalizzazione. Gli industriali hanno poi delocalizzato, introducendo lo spettro della disoccupazione fra la popolazione. Ma ora ecco il miraggio del megaprogetto sciistico: tutta la valle dovrebbe risollevarsi d’incanto alla realizzazione del progetto ….. ma potrebbe anche cadere invece vittima ancora di un’ altra monocoltura, con i suoi abbagli e le sue insidie. Le scelte strategiche basate sulle millantate magnifiche sorti e progressive di un collegamento sciistico che fara’ da volano all’economia di tutta la Val Boite, potrebbero rivelarsi una illusione. Non c’è certezza scientifica per investire 85 milioni di Euro e, a parte il danno ambientale, ci sono seri dubbi che tutta l’impresa non sia il capriccio di una lobby o una variabile economica che interessa una minoranza, o la ricerca del consenso di una amministrazione. Oltre ai dubbi su un corretto rapporto fra costi di costruzione e manutenzione e benefici collettivi finali. Per contro lo sci mostra segni di decadenza ed il trend sta’ cambi

Richiederebbe pero’ una forte volontà politica. Recenti dati apparsi sulla stampa locale ci informano che mentre in Italia il numero di passeggeri/km e’ diminuto dell’1,5% negli altri paesi dell’Europa occidentale è aumentato anche considerevolmente come nel caso della Svizzera (+29,8%), Lussemburgo (+29,7%), Austria (+22,5%), Gran Bretagna (+21,0%) e Belgio (+20,0%).
Gli eccellenti risultati dipendono esclusivamente dal volume d’investimenti disposti dai rispettivi governi per ammodernare e rendere il trasporto ferroviario più frequente nelle ore di punta, più veloce, più sicuro e più conveniente. Allora bisogna insistere per treni veloci e moderni dalla pianura a Calalzo. Il Cadore ha la gr

06/04/2011


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