Commenti sull’opuscolo Cadore-Civetta

Progetto Cadore-Civetta: commenti sull’opuscolo distribuito dal Comune di San Vito di Cadore ( BL ) e sulla riunione organizzata dalle Regole il 28 Feb. 2011

di Faustino Menegus

Andrea, Sindaco, dice che il progetto Cadore-Civetta ( C-C ) è il cavallo di battaglia della sua amministrazione per il rilancio del turismo a S.Vito. Elementare! perché non presentarlo quale programma alle Amministrative se lo si ritiene come “Il Progetto“ che garantirà un futuro a S.Vito?

L’assessore al Turismo, L. De Lotto, premette, ad ogni considerazione, che solamente chi sia rimasto sempre a S.Vito possa capire i problemi attuali del paese. Chi è stato costretto, e sono stati in molti, a cercarsi un lavoro fuori è meglio che stia zitto. Non è così. Chi è uscito da S.Vito, dentro è rimasto sanvitese come e forse più di chi ci è sempre rimasto. Ne conosco molti. Chieda in giro se non si prova qualche cosa sulla propria pelle ad andare in giro per il mondo; anche a quelli come me che sono usciti con una laurea in tasca.

Ricadute Socio-Economiche. J.Van der Borg dice che, indotti dal progetto C-C, a S.Vito ci saranno introiti di una ventina di milioni di euro/anno e 380 nuovi posti di lavoro per tutto l’anno. Il curioso di questa stima è che, fatti uguale a 100 gli introiti e i posti di lavoro quando tutto andrà bene, se le cose andassero male ci si ritroverebbe solamente con il 94% degli introiti e dei posti di lavoro… quindi andrà sempre bene! I 380 posti di lavoro equivalgono ad una ventina di piccole-medie industrie italiane! A mè sembra una sparata.

Si afferma: …l’aspetto più qualificante del nuovo comprensorio è sicuramente il contesto ambientale e paesaggistico ineguagliabile… sono d’accordo. Peccato che il progetto C-C stravolgerà questa ineguagliabilità. Non solo. Chi vorrà utilizzare il nuovo impianto, almeno dalla Frates in giù, troverà poco o punto sole nei mesi di dicembre e tutto gennaio. Un fattore non invitante che ritengo farà preferire le soleggiatissime piste sotto il Bel Prà, l’Antelao e le piste di Pescul.

Problema valanghe. Quelli di Arabba dicono che il pericolo sembra non esistere; non che non esiste.

Conseguenze positive del progetto C-C oltre l’indotto. Sono osservazioni opinabili, una sicuramente errata. Come si fa a dire che si potranno ripristinare i pascoli. Il turista italiano è mediamente poco o punto rispettoso dell’ambiente; quello nordico, se trova sporco, si comporta di conseguenza. Quando avremo bar a Ciampolongo, Ruoibes, Prendera e uno sbarco a Col de la Steles, a venti minuti dalle praterie di Mondoal, ci ritroveremo i pascoli compromessi da sacchetti di plastica, lattine delle bibite ed altre porcherie della nostra civiltà. In Nepal, a tutti a cominciare dai turisti, è stato vietato per legge introdurre plastica nel paese, a seguito della moria di capre ed altri animali per ingestione di plastica.

Esempio dell’Alto Adige. In Alto Adige oltre alle piste di sci c’è ancora una realtà agricola che offre prodotti di qualità, a prezzi imbattibili, perché prodotti in loco. Nei paesi non c’è stata edilizia selvaggia; il turista che al mattino apre le finestre vede prati non altre finestre. L’impianto C-C non basterà a mettere S.Vito in competizione con l’Altoadige.

Opportunità per gli enti regolieri. Sono da vedere se positive o negative. Un pò più in dettaglio cosa significa “ affitti delle piste” ?

Regole e Privati sono entità molto dissimili. Cosa si chiederà agli uni e agli altri in merito alla disponibilità dei terreni sui quali far sorgere gli impianti?.Sono domande che richiedono risposta ben prima del trenta di aprile, almeno, se come affermato nell’opuscolo, questa Amministrazione comunale non voglia far calare le decisioni dall’alto.

 

Ai sanvitesi

Guido Codan chiede cosa hanno da perdere le Regole assecondando le richieste della Società che gestirà il progetto Cadore-Civetta ( C-C ). Sicuramente una bella porzione del loro Patrimonio,sicuramente la porzione migliore,in luoghi unici con terreni appetiti ed appetibili da molti. Difficile,meglio impossibile,monetizzare questi siti,non per nulla dichiarati da poco patrimonio dell’umanità, che,una volta intaccati da interessi privati, sarebbero destinati ad essere mangiati per sempre.

Molti privati, il sottoscritto incluso,perderebbero i terreni dei Pras de Ithe  che verrebbero loro tolti a prezzo di esproprio, per un bene comune. INCISO: sarei disposto a pagare per il bene comune se questo progetto avesse le premesse per stare in piedi in quanto tale e non venisse presentato in fretta,  troppo alla garibaldina. Non posso essere disposto, in ogni caso, a sacrificare ai privati la parte più succosa del patrimonio regoliero. Le Regole di Borca e di Pescul sacrificherebbero molto meno, siti unici al mondo comunque.

Nel caso di un flop di questi  impianti, basterebbe che J.Van der Borg avesse sbagliato le sue stime del 50%, a perderci sarebbero i pochi albergatori rimasti ai S.Vito, i tanti affitta appartamenti, i maestri di sci,  che resterebbero tutti con la promessa elusa di un rilancio del turismo.

Invece la Società che gestisce il progetto C-C potrebbe avere una via di uscita anche nel caso di un fiasco degli impianti di risalita. Avrebbe a disposizione tutti i Pras de Ithe, dove potrebbe avviare una campagna edilizia, per residenze immerse in prati e boschi, da destinare a clienti di elite. In prospettiva, ci si può aspettare una forte pressione in questa direzione anche da ambienti sanvitesi, visto che si è capito, anche dalla presente Amministrazione comunale, che  ulteriori costruzioni a S.Vito aggiungerebbero danno al danno.

Non è fantascienza pensare che i grandi rifugi a Ciampolongo, Prendera, Le Sale e i vari bar possano essere fatti funzionare, anche senza gli impianti di risalita, per mezzo di elicotteri e fuoristrada. In giro per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo c’è un po’ di gente che, per una vacanza fuori dalla folla in siti di rara bellezza, non avrebbe problemi a farsi spostare in elicottero. Basti ricordare che questi luoghi sono appena stati certificati dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità.

Quale prima condizione, per discutere la richiesta dei terreni da parte della Società che gestirebbe il progetto  C-C, ove gli impianti non stessero in piedi da soli si metta la clausola che i terreni delle Regole ritornino alle Regole e quelli  dei Privati ai Privati, in toto.

Andrea, Sindaco, rispondendo ad una domanda di Catina de Lotto, afferma che, una volta ottenuto il via al progetto, i problemi si possono risolvere. Non entro nel merito degli svincoli dalla statale di Alemagna ai parcheggi della Graes. Il problema vero e ineludibile per un futuro del turismo a S.Vito, come nel resto della Valboite, è quello di togliere il grosso del traffico, in primis quello dei TIR, dal centro dei paesi. Una circonvallazione a S.Vito tamponerebbe il problema, alleggerendo il caos e la cappa di gas nel centro paese. Però S.Vito e tutta la valle resterebbero comunque sotto la cappa di gas. Chi non vuole crederci, vada a Senes un finesettimana di traffico e guardi la valle giù fino a Vodo. La cappa c’è, eccome, e si vede! Se tutti i paesi fino a Tai faranno una circonvallazione, in modo che non ci sia un tappo al flusso delle auto, la cappa, con l’aggiunta dei Km delle circonvallazioni, resterà invariata. Se un solo paese farà da tappo, la cappa non potrà che aumentare.

Una soluzione convincente è quella di una strada sulla destra orografica del Boite, che tagli fuori i paesi. Gallerie e viadotti la renderebbero molto più breve e meno tortuosa con una consistente riduzione dei gas di scarico, anche a fronte di un aumento del traffico.  Con determinazione, condivisa dagli altri paesi della valle, i soldi tra Comuni, Provincia, Regione, UE…… alla fine si troverebbero e non sarebbero soldi praticamente buttati come con il palliativo delle circonvallazioni. Magari non sarebbero tanti di più. Il problema della viabilità viene prima di altri interventi, proprio come premessa ad ogni possibile sviluppo futuro.

Oreste de Lotto ha sostenuto con molto calore il nuovo progetto. Gli andrei dietro molto più volentieri se, nei decenni passati, avesse avvertito i sanvitesi  che l’edilizia selvaggia sarebbe stata per loro una disgrazia. Era in una posizione privilegiata per rendersene conto. Cordiali saluti,

F.Menegus

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Un commento su Commenti sull’opuscolo Cadore-Civetta

  1. giancarlo pagani ha scritto:

    Carissimi valligiani della Val Boite..io sono un turista che ormai da oltre 40 anni passo diverse settimane ogni anno in valle..
    Conosco molto bene luoghi, persone e fatti e sopratutto sono testimone di come tutti gli amministratori locali che si sono succeduti nel tempo,hanno segnato il declino inesorabile di questa bellissima valle…; da turista, seppur affezionatissimo alle bellezze della valle e a pochissimi amici locali, posso dire che il declino che oggi si registra a Sanvito, Borca e Vodo, è la naturale conseguenza di politiche di “sottosviluppo” operate dalle varie amministrazioni locali, spesso ottuse ed arroganti verso aperture turistico commerciali che avrebbero dato un futuro diverso a questa valle..; in 40 anni nulla è stato fatto per il turismo e per creare un modello di sviluppo economico autonomo ed efficiente, capace cioè di garantire continuità alle nuove generazioni; nuove generazioni che avrebbero potuto trovare sbocchi professionali in loco, senza dover emigrare in altre aree dell’Italia…e quindi mantenendo in vita i paesi che oggi sono solo dormitori per pochi abitanti..; in montagna solo di turismo si può vivere…e sul turismo bisogna investire..e in montagna il turismo è sopratutto INVERNO..perchè da Voi l’inverno dura 5..6 mesi..;..in questi 40 anni la principale attività della valle è stata invece la speculazione edilizia..; vi siete venduti,case, terre, tabià, orti e orticelli…ma nessuno ha pensato di investire sulle strutture turistiche..Alberghi e Impianti; io non sono un tecnico capace di valutare tecnicamente quale sia la condizione necessaria per realizzare i migliori impianti di risalita…nel posto più indicato della Valle..ma sono certo che se non sarete capaci di superare questo ostacolo e costruirVi velocemente un prodotto turistico interessante per il turista Invernale..bhè allora credo che il vostro declino non invertirà la tendenza ; e perdonate la franchezza..ma la storia delle Regole e dei Regolieri e ormai roba da medioevo che oggi non ha più nessun valore e non crea valore aggiunto per la valle…, in altri tempi le REGOLE erano necessarie per regolare lo sfruttamento del bosco..risorsa fondamentale per la vita di quel periodo..ma oggi è un pesantissimo ostacolo allo sviluppo locale…; i vs. boschi sono infatti ormai privi di controllo e pulizia !!!..il taglio della legna è a solo scopo speculativo…e non preventivo per la vita del bosco stesso !!!
    Anzichè costruire fabbriche per occhiali (..vedi Borca..) era meglio un buon Albergo…anzichè fare campi da tennis a Borca(..si usano 2 mesi l’anno..) era meglio mettere in sicurezza LAVARES e fare un bel percorso per lo sci di fondo…anzichè disboscare i boschi a scopo speculativo per vendere legna..era meglio disboscare per fare piste e impianti….; il vostro futuro dipende da Voi e dalla capacità di investire in VALLE per il turismo invernale.
    Per il vostro futuro, per il futuro dei vostri figli e per il futuro della vostra valle..fate la cosa giusta..!!..investite sul turismo…INVERNALE..piste..impianti..alberghi !!!..tra venti o trenta anni sarete tutti più ricchi di spirito e di portafoglio !!
    In bocca al lupo per il vostro futuro.

    Un amico della Val Boite…

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