mountainwilderness

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9 Commenti su mountainwilderness

  1. Bruno Salvador ha scritto:

    Difficile pensare che ci sia una verità assoluta così come non esiste una realtà ma solo il risultato dei nostri sistemi percettivi che permette a ognuno di orientarsi all’interno della sua mappa. Il risultato: Isole di Solitudine, dove l’ascolto delle esigenze dell’altro svsnisce e con esso l’essenza stessa del vivere umano. In Fadalto in questi giorni si è preoccupati per i Boati. Sono tante le ipotesi ma si aprla poco del cemento iniettato in quantità infinita e impressionante nelle fondamenta dei 270 piloni della A 27 che da Nove vanno a Fadalto in doppia fila, non come cipressi, ma come infamia perenne di un periodo che si è svenduto un paio di generazioni al cospetto del Visentin e del Cansiglio, che, sconsolati si affacciano su tanto scempio.
    Cupi Piloni che hanno interrotto per sempre millenari sentieri, su boschi e campi trattati con la cura e l’amore di un figlio, su zone cariche di magia che percorrevamo in silenzio e paura.
    Trame di ricordi, luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza svenduti per un stupido casello, (Fadalto Santa Croce) di una stupida A 27.
    L’Autostrada per il Fadalto ha dato come risultato abbandono e solitudine. Quei progettisti costruttori e finziatori andavano fermati per manifesta incapacità di intendere.
    Facciamo di questa iniziativa un’occasione per ascoltarci nei propri bisogni che spesso sono altri forse più semplici, magari alla portata di tutti. Forse gli impianti che ci sono sono sufficienti. Forse abbiamo perso la capacità d’investimento sulle persone.
    Domani io ci sarò al Passo Staulanza per rappresentare il COMITATO FADALTO che aderisce all’iniziativa non tanto per un partito preso ma perchè la sua testimonianza parla di una violenza che non può ssere taciuta.
    Bruno Salvador (Comitato Fadalto)

  2. Emilio De Vido ha scritto:

    Caro Luigi Casanova, leggo che sei il portavoce di Mountain Wilderness.
    Colgo l’occasione per chiederti una cosa: non mi sembra di aver sentito di alcuna manifestazione di protesta o di alcun proclama pubblico per contrastare l’idea, lanciata da un noto alpinista, per la costruzione di un impianto funiviario sul Monte Rite in alternativa alla strada già esistente.
    Hai per caso qualche articolo di giornale da indicarmi ove vengono riportate le iniziative e le proteste nei confronti di quell’idea? Magari mi sono sfuggite e non le ho lette.
    Cosi come mi saranno sicuramente sfuggite le iniziative per contrastare il nuovo collegamento sciistico tra il Comelico e Sesto… se le hai sottomano, visto che è una cosa recente, puoi darmi qualche dritta ?
    E se non ti è di troppo disturbo, ma cosi posso farmi davvero un’idea completa della vostra associazione, mi piacerebbe anche leggere delle proteste organizzate in Trentino ed in Alto Adige quando hanno costruito gli innumerevoli impianti sciistici di cui sono dotati; presumo che ci saranno state decine di manifestazioni in Val Badia, Gardena,Fassa,Pusteria… sono certo che avrai modo di indicarmi centinaia di pagine web su cui potrò documentarmi.
    Grazie mille.

    • Luigi Casanova ha scritto:

      Scusa il ritardo ma ti leggo solo oggi, MW,da sola, ha protestato contro le costruzioni di messner sul Rite, tanto da costrignere il grande alpinista a lasciare l’associazione (io ero presidente). Su tutti gli altri temi, dove eravamo presneti con nostri soci che ci fornivano documentazione ufficiale siamo intervenuti, specialmente in trentino e in provincia di Bolzano e tutt’ora continua questo nostro impegno (solo verso nuovi collegamenti, non nella sistemazione dell’esistente) E ovunque, anche con successo, ci siamo proposti per presnetare alternative di sviluppo più serie e lunghe nel tempo, sempre meno costose. Luigi

  3. Erwin ha scritto:

    Abito a Funes in Val Gardena ma ho molti cari amici di Università in Cadore e Ampezzano che vado spesso a trovare. Mi hanno parlato di questo nuovo progetto di collegamento sciistico e sono rimasto positivamente meravigliato, che finalmente qualcuno avesse il coraggio di cambiare decisamente direzione. Mi hanno anche parlato delle difficoltà che tale idea sta suscitando e sono così finito in questo indirizzo web. Devo dire sinceramente che diversi miei compaesani gardenesi, io per primo, stentavano a credere a un comitato del No Impianti (soliti Italiani – tante parole,pochi fatti! ma hanno paura che dopo si debba lavorare troppo ?!! alcuni dei commenti più discreti).
    La Val Gardena ha i comprensori sciistici più ampi delle Alpi (che vuol dire tra i più ampi del mondo), ha una vocazione prettamente turistica (l’allevamento di bestiame è sicuramente molto diffuso(immensamente più che in Cadore) – le mucche spesso pascolano nei prati che d’inverno ospitano gli sciatori- ma ovviamente poco redditizio, ed è tenuto in piedi dalle ingenti sovvenzioni provinciali di cui abbiamo la fortuna di godere). Questi comprensori che la Provincia ci ha “regalato” sono stati il punto di partenza(inizialmente avevamo solamente la stagione invernale) di un percorso turistico che , grazie alla genialità, alla professionalità, al sacrificio e al coraggio di svariate famiglie locali, unitamente ad una accorta amministrazione pubblica, ha reso la nostra Valle una delle capitali del turismo montano a livello internazionale. Attualmente molti hotel lavorano almeno 10 mesi l’anno. La società gardenese è cresciuta con il turismo, ed è cresciuta a 360 gradi : l’ospitalità e la ristorazione si sono fatte sempre più raffinate e moderne e di conseguenza sempre più professionali si sono fatti gli artigiani e i dipendenti che vi lavorano. La mole e la qualità del lavoro richiesto è sempre in aumento, anche in questi anni di crisi globale, che qui non si avverte per nulla.
    Sfido comunque chiunque a sostenere che tutta questa ricchezza sociale ed economica sia stata acquisita a discapito dell’ambiente montano (invito a vistare i nostri paesi) : il panorama urbano è curatissimo (le seconde case o i condomini sono oggetti pressochè sconosciuti), altrettanto dicasi per il panorama montano con prati e boschi puliti e ben tenuti. Il risconto comunque maggiore è dato dal sempre maggior numero di turisti in tutto l’arco dell’anno che apprezzano il nostro ambiente, nonostante gli alti prezzi richiesti.
    Alla base di questo successo vi è sicuramente un forte aiuto economico proveniente dalle casse provinciali, ma un ristorante o un hotel di fama mondiale non è un risultato che si ottiene solamente con i soldi. L’indirizzo turistico ha saputo tirare fuori l’estro e la genialità dei miei compaesani ed è senz’altro l’unica via per poter far vivere una comunità di persone nelle terre d’alta quota. Se attualmente ci fosse un’altro tipo di sostentamento a lungo termine (la speculazione edilizia per le seconde case con svendita del territorio non è considerata essendo una modalità nociva già a breve termine) l’amministrazione locale e/o provinciale l’avrebbe perseguito, dati i fondi di cui dispone.
    Gli amici cadorini mi hanno fatto notare come alcuni paesini abbiano chiuso bottega nel vero senso della parola (chiuse le scuole, l’asilo, l’ufficio postale, i negozi, la bottega alimentare appunto, anziani deambulanti ma senz’auto, costretti a farsi portare la spesa minima da parenti o conoscenti dai paesi limitrofi), mi hanno fatto notare preoccupati come il degrado e la sfiducia nel futuro si stia sempre più diffondendo, con pericolose ripercussioni sociali.
    L’ambiente montano è fatto non solo da selle, vette e forcelle, ma anche dai paesi che ne occupano le valli e dai loro abitanti, se queste comunità non hanno modo di sostenersi SI CHIUDE PURTROPPO BOTTEGA!
    Il turismo da noi ha iniziato a decollare con i caroselli sciistici, che vengono tutt’ora aumentati e perfezionati e sono benaccetti dalla gente del posto.
    Un SI netto per il collegamento CADORE – CIVETTA !
    Un saluto dalla Val Gardena.
    E.Kostner

  4. Erwin ha scritto:

    Dove era Mountainwilderness quando i paesi del Cadore e Cortina soccombevano sotto i colpi delle betoniere e delle gru per il lucro di pochissimi e per l’annientamento del proprio futuro ? e dove erano i promotori del NO quando i propri paesi perdevano definitivamente la cosa più sacra e cioè la propria storica fisionomia, la propria anima, trasformandosi per sempre in villaggi-condominio devitalizzati, ammassi disorganizzati e spettrali di seconde case morte per la quasi totalità dell’anno ?
    Kostner Erwin

    • Francesca Barile ha scritto:

      Io non so dove fosse MW, posso dirti dove ero io: altrove. Invece tu dove eri?
      Non trovo costruttivo parlare di ciò che potevamo fare (tutti e non solo le associazioni) e che invece non è stato fatto. Usiamo le nostre energie per fare ADESSO ciò che può ancora scongiurare i disastri di cui parli. Magari siamo ancora in tempo, non credi?

    • Eros zaggia ha scritto:

      Noi probabilmente eravamo contrari, mentre i favorevoli di adesso sono gli stessi di allora. Probabilmente gli speculatori di allora sono i padri di quelli di adesso.

    • Luigi Casanova ha scritto:

      Non di certo sugli elicotteri a far scorazzare turisti.

  5. Luigi Casanova ha scritto:

    Ottimo, fra pochi giorni sarà reso pubblico il documento ufficiale di contrarietà. Il primo passo istituzionale per contrastare la realizzazione di questi impianti.
    Luigi Casanova portavoce di Mountain Wilderness

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