Pelmo-Mondeval liberi dagli impianti di risalita!

Questo sito intende raccogliere le espressioni di dissenso verso il progetto di impianti sciistici Cadore-Civetta. A tal fine diffonde le conoscenze culturali e paesaggistiche indispensabili per valutare il senso e le conseguenze di tale progetto sulle aree dolomitiche comprese tra il monte Pelmo, l’area di Mondeval e le zone circostanti e dà la possibilità di firmare la Petizione con la quale cercare di fermare questo ipotizzato scempio.
 

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8 agosto 2013, domenica scorsa si è svolta la giornata CAI-TAM a Mondeval.

Intervista a Maria Grazia Brusegan, ideatrice e coordinatrice del progetto nazionale CAI-TAM 150×150°.

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1 agosto 2013, confermata la giornata del CAI-TAM a Mondeval. Mondeval minacciata. CAI, vivere l’ambiente 2013- 17° ciclo. 150 Casi: Eccellenze e Criticità della Montagna Italiana. Mondeval archeologia minacciata, domenica 4 agosto 2013. Programma della manifestazione

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16 luglio 2013, il CAI e la tutela dell’Ambiente montano – 150 casi – eccellenze e criticità della montagna italiana. Mondeval è una delle mete scelte dal CAI per il suo 150° anniversario.

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25 giugno 2013, alcuni giorni fa l’Amministrazione comunale di San Vito di Cadore ha pubblicato questo nuovo sito: www.cednea.it. Realizzato in collaborazione con le Regole di San Vito e l’Union Ladina d’Oltreciusa, tale sito nasce con lo scopo di divulgare la nascita del CEDNEA (Centro Espositivo e di Documentazione Naturalistica, Etnografica e Archeologica) già dalle fasi di ideazione, ricerca e progettazione. Ciò è reso possibile grazie al materiale prodotto dal gruppo di lavoro incaricato di elaborare il progetto e da quello realizzato negli ultimi anni dalle attività di valorizzazione culturale del territorio che l’Union Ladina d’Oltreciusa ha svolto in questa valle.

video
foto
cartografie
note
progetti
reperti
audioguide
web GIS
Cronache dall’Area Studio, Inteviste, Raccolta dati di superficie
 
 

www.cednea.it

 

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16 luglio 2012 - Prima dell’estate, su richiesta delle Amministrazioni Comunali e delle Regole di San Vito e Borca di Cadore, tra le pagine di questo sito abbiamo aperto la petizione ALLARME BOITE, dove, oltre alla raccolta on-line delle firme, venivano pubblicati una serie di approfondimenti scientifici e aggiornamenti tecnici, normativi e procedurali sul tema “centraline Boite”. Oggi ci inseriamo direttamente nella discussione in corso present

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7 luglio 2012 - Dopo l'estate, segui il Videoblog delle ricerche GIS su www.cedna.it

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29 giugno 2012 - GIS (geographic indication system).

Gli archeologi Fabio Cavulli e Francesco Carrer, del Dipartimento di Filosofia, Storia e Beni Culturali dell'Università di Trento, continuano il censimento delle evidenze antropiche (GIS, geographic indication system) di alta quota nell’areale di San Vito di Cadore (BL), iniziato l’estate scorsa. Da lunedì prossimo, infatti, per ben tre settimane, percorreranno in lungo e in largo i circa dieci chilometri, in linea d’aria, degli antichi territori delle Regole di San Vito che si estendono, tutt’oggi, tra la Gusela e il Pelmo. Durante alcune fasi di questo censimento saranno affiancati dal gruppo di lavoro del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione dell’Università di Ferrara, coordinato dalla dott. Federica Fontana. Con questa seconda campagna di ricognizione estensiva e intensiva sul campo termina la fase di rilievo dei dati. Tali dati consentiranno, una volta elaborati e analizzati, l’ampliamento e l’aggiornamento delle diverse tematiche storiche e pro-tostoriche legate a questa terra, prima fra tutte quella del pastoralismo, fornendo così una base conoscitiva e informatica ideale per la progettazione del Nuovo Centro Espositivo Multimediale di Documentazione Naturalistico-Archeologica di San Vito. Il censimento, voluto dall’attuale Amministrazione comunale, è seguito dall’Architetto Andrea De Lotto ed è coordianto da Daniele Lucia, quale Presidente dell’Union Ladina d’Oltreciusa.

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20 maggio 2012 - ESCURSIONE IN AREA DOLOMITICA (guarda il filmato). Il 15 e il 16 maggio, gli studenti del Corso di Laurea in Progettazione e Gestione del Turismo Culturale dell'Università di Padova, guidati dalla prof. Benedetta Castiglioni, hanno effettuato, in Cadore, una escursione didattica per raccogliere attorno ad un caso di studio alcuni dei temi trattati nel corso di Geografia dell’Ambiente e del Paesaggio.

Attività e temi svolti: - a Pieve di Cadore: l’insediamento del Centro Cadore, l’industria dell’occhiale, gli impianti idroelettrici; esercizio di lettura del paesaggio - a Rizzios di Calalzo di Cadore: gli insediamenti cadorini tradizionali - trekking al Passo Giau (accompagnati dal geologo Emiliano Oddone che ha parlato di geodiversità e delle ragioni della c- a San Vito (sede CAI): incontro con il Dott. Cesare Lasen, responsabile della Fondazione Dolomiti Unesco: le attività della Fondazione per la gestione del sito Unesco

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16 aprile 2012 - Stagione flop: 14 milioni di euro in meno. Minella: «Gli incassi crollano rispetto al’anno scorso e salgono alle stelle le spese per l’innevamento artificiale delle piste». Uno tsunami sulla montagna bellunese. Sono le parole utilizzate da Renzo Minella, presidente regionale dell’Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari), per sintetizzare l’

dal Corriere delle Alpi, 13/04/2010

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31 marzo 2012CLUB ALPINO ITALIANO, Gruppo Regionale Veneto: osservazioni al Piano Regionale Neve (articolo 7 della legge regionale 21 novembre, n.21. Adozione). Queste osservazioni sono state inviate alla Regione Veneto il 22 gennaio 2010

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10 marzo 2012 - Proposte per il miglioramento del P.A.T. (Piano di Assetto del Territorio) del Comune di San Vito di Cadore, elaborate dal gruppo Pelmo-Mondeval.

NOTE AL PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO: DOCUMENTO PRELIMINARE (artt. 3, 5, e 15 LR 11/2004) E RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE

L’adozione di un nuovo strumento di gestione del territorio deve servire ad orientare in un modo diverso il passaggio non ancora del tutto concluso di San Vito da una società agro-silvo-pastorale storica a una società di montagna moderna compiuta in tutti i suoi aspetti. Ovvero deve contribuire a far convivere la complessità e la pluralità delle risorse sociali, economiche e culturali-paesaggistiche oggi riconosciute come essenziali. Negli ultimi decenni, infatti, questo passaggio è stato gestito da un sistema di sfruttamento dei suoli che, concentr

Perché questo passaggio possa essere corretto è allora assolutamente prioritario che il PAT prenda atto che il sistema insediativo storico complessivo della valle non può più essere un punto di riferimento, in quanto già irrimediabilmente compromesso, e che la realtà d’oggi si configura nella divisione netta dei suoi spazi: il fondovalle abitato, composto da un’artificialità totale, compatta e ininterrotta, e i restanti 9/10 del suo territorio, occupati da boschi sui versanti, praterie sulle alte quote e rocce. Su questo “stato delle cose”, il Piano di Assetto del Territorio deve poi individuare, senza riproporre contraddizioni o mezze misure che perpetuano ambiguità, ciò che regola oggi il rapporto tra queste due realtà diverse e opposte; deve cioè identificare, per ciascuna di esse, obiettivi, capacità, competenze e sensibilità diverse e coerenti, al fine di valorizzare quella complessità/pluralità accennata all’inizio ed evitare che gli errori del passato si esp

Il testo proposto dall’Amministrazione comunale, invece, pur riport

  • Riproporre il Piano Neve nel PAT equivale a non scegliere! Questa non-scelta scarica, di fatto, sulle spalle dei cittadini di San Vito il compito di decidere se adottare o no, su queste terre, criteri di sostenibilità ambientali reali e competenti. È evidente che ciò avverrà solo attraverso una lunga serie di compromessi e conflitti sociali prolungati nel tempo, che non garantiscono affatto soluzioni democratiche e all’altezza, in termini di qualità, delle aspettative.
  • Gli strumenti di pianificazione territoriale sovraordinata PTCP e PTRC hanno già definito in modo chiaro ed inequivocabile la vocazione delle aeree “esterne” al fondovalle di San Vito di Cadore. L’introduzione del Piano Neve nel PAT contraddice quindi sia l’intero impianto del Piano, sia gli strumenti di pianificazione che, a varie scale, organizzano e indirizzano il territorio all’interno del quale San Vito si inserisce. Questi strumenti nascono da un’analisi articolata, anche se non conclusa (vanno definiti, ma non sono i soli approfondimenti mancanti in ambito geologico, naturalistico e archeologico, i piani di gestione di dette aree insieme agli altri Comuni o enti territorialmente competenti), elaborata negli ultimi decenni circa i valori storico-ambientali ritrovabili nell’area in discussione, e danno vita a un stretta maglia di conoscenze che ricopre pressoché tutta l’area. Tralasci
  • La durata del PAT è decennale. Non ha alcun senso quindi, visto il parere contrario espresso più volte su questo tema negli ultimi cinquant’anni dalla comunità locale, inserirlo in questa tornata. Simili prese di posizione della comunità locale non possono avere valore transitorio, anche perché svilirebbero completamente il ruolo di chi le ha sostenute. Tali scelte determinano, in una società sana e corretta, decisioni la cui durata ha valore temporale quantificabile, come minimo, a medio termine/lungo termine, oltre a contribuire a formare quella fondamentale componente della complessità moderna che è la profondità storica.
  • Il territorio geografico del Comune di San Vito di Cadore possiede una particolarità unica e rara; rientra per i 9/10 in zone SIC o ZPS – ambito per l’istituzione del parco-riserva naturale regionale SIC IT3230017 MONTE PELMO MONDEVAL FORMIN – ambito per l’istituzione del parco-riserva naturale regionale ZPS IT3230081 ANTELAO MARMAROLE SORAPIS. Se San Vito decide di non proteggere quelli che universalmente vengono riconosciuti come alcuni tra i più affascinanti paesaggi delle Dolomiti significa che i beni culturali e paesaggistici italiani possono essere alterati per ragioni di solo mercato e che quindi, da quel momento, sono tutti a rischio. L’utilizzo del territorio non deve intaccare l’integrità del capitale natura, ma deve sfruttare gli interessi che esso genera.
  • Decidere che l’applicazione rigorosa di uno sfruttamento sostenibile a quelli che universalmente vengono riconosciuti come alcuni tra i più affascinanti paesaggi delle Dolomiti non interessa alla comunità, significa anche dire che una parte della sua popolazione, che su questi temi, prioritari oggi su tutto il Pianeta, si sta form
  • Il Piano di Assetto del Territorio - Rapporto Ambientale Preliminare, nel paragrafo dedicato al Paesaggio e ai Beni Culturali (pag. 43) indica la “... carenza di studi...” riguardanti l’analisi del paesaggio a livello locale come un problema da risolvere per redigere adeguatamente la Carta della Trasformabilità, sulla base dei principi fondanti la Convenzione Europea del Paesaggio; facciamo tuttavia notare che la stessa Amministrazione Comunale attuale sta realizz

Per tutti i motivi sopra elencati, ci sembra opportuno chiedere la sospensione dell’iter di elaborazione del PAT in attesa della realizzazione e della conclusione delle ricerche sopracitate e l’eliminazione del Piano Neve dal PAT.

il gruppo Pelmo-Mondeval

P.A.T. - Piano di Assetto del Territorio Comunale di San Vito di Cadore

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